Recensioni dei lettori: “L’ora di pietra”
La questione è: che cosa fa ciascuno di noi delle carte che ha ricevuto? Il libro apre con questa frase, significativa per la storia descritta, ma volendo, chiunque potrebbe farla sua.
Il tema è complesso eppure reale: la paura alla ribellione di un sistema disonesto. L’ambiente, un paese poco lontano da Napoli, dove la legge si chiama Don Raffaele, malavitoso incontestato. Immacolata o meglio Imma è voce narrante. E’ sempre stata una ragazzina un po’ particolare, di indole selvatica e indipendente. Ha 13 anni e vive con i nonni. Qualche anno prima, la ragazzina assiste non vista ad una tragedia che la segnerà inevitabilmente. La storia si è tinta di giallo. Lo shock è tale che si ammala e avrà il coraggio di sfogarsi con la nonna solo molto tempo dopo. La ritroviamo al Nord, Imma, strappata alla sua realtà, prigioniera delle circostanze suo malgrado. Dietro le tendine di finto pizzo della’appartamento di Rosaria, Imma riflette tra presente e passato , intersecando la sua vita con la vita di altre famiglie che hanno avuto peso nella sua vita.
Un giorno si chiederà come sarebbe stata la sua vita se un determinato giorno, avesse preso la strada di destra anzichè quella di sinistra. Quel giorno sta guardando il mare quando, eccolo arrivare silenzioso, Enzino, serpente velenoso, figlio del boss, arriva col sorriso, senza rimorso sul viso. Quando lui le sta addosso, lei allunga il braccio e spazza il terreno di fianco a lei. Impugna la pietra e colpisce. Imma dovrà essere strappata alle sue radici per nascondersi al nord Vivere nell’appartamento di Rosaria sola quasi tutto il giorno, sarà comunque utile alla crescita psicologica della ragazzina.
Le lunghe ore passate davanti alla finestra sono il suo contatto con il mondo. Definisce così le sue giornate: “lumache che lasciano strisce di bava sempre uguale”. L’ho trascritta perché ho trovato la definizione davvero azzeccata . Anche adesso Imma, dietro le tendine sta aspettando la sua ora di pietra (sarà il lettore a scoprire il significato del titolo del libro) al bar di fronte si ferma un’auto. Ne scendono due giovani che lei conosce bene. L’hanno trovata presto e Imma non può aspettare la mossa dei suoi nemici, deve decidere subito! Scende, prende il corridoio che porta all’androne della casa confinante. Stavolta è fortunata. Esce senza essere vista. E si avvia verso la caserma del carabinieri. Entra e si presenta : “Sono Immacolata Schettino” , e comincia a raccontare, tutto, dal giorno di Marika.
Recensione inviata da NADINE


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