Vangelo del cavolo
Pubblicato nel settembre del 2010 per “I libri di Emil” (Odoya Srl), “Vangelo del cavolo” sancisce l’esordio narrativo del giovane scrittore romano Edoardo Monti.
Già dalla copertina si intuisce che si tratta di un libro fuori dal comune, anche se in realtà il titolo ha ben poco a che fare con i vangeli che conosciamo.
Che l’autore abbia voluto attirare l’attenzione con un titolo d’impatto? O forse, fin dall’inizio, dare un’opinione globale sulla serie vicende raccontate?
Alla base di “Vangelo del cavolo” pare esserci un dilagante cinismo, un’immoralità e una doppiezza imperanti tra i personaggi che danno vita alle quattordici storie narrate. Spesso e volentieri, tra un episodio e l’altro, l’autore da voce alle sue riflessioni, quasi invitando anche il lettore a prendere una posizione riguardo a ciò che ha appena letto.
Scritto in modo fluido e scorrevole, “Vangelo del cavolo” mette a nudo vizi e perversioni di una società ipocrita e perbenista.


