Un luogo incerto
di Fred Vargas.
Questo romanzo è molto vario, nel senso che parte in un senso e arriva a parlare perfino di vampiri!
Il protagonista è il commissario Adamsberg che si trova a Londra per una conferenza con il suo fidato Danglard. Una sera, rientrando da un incontro insieme a un collega inglese, si trovano a guardare esterrefatti davanti al cimitero di Highgate diciassette piedi tagliati, corredati dalle loro scarpe. I francesi tornano verso Parigi cercando di dimenticarsi dei piedi, dove li aspetta un altro caso agghiacciante.
Un anziano giornalista infatti è stato ucciso e fatto a minuscoli pezzettini, sparsi in ogni angolo della stanza: un macello. I primi sospetti cadono sul custode che coglie la prima occasione per fuggire; poi però si trovano collegamenti al caso dei piedi inglesi e con un altro caso di smembramento analogo in Austria. Una cartolina del giornalista morto con una scritta in cirillico, porta il commissario in Serbia e riesce a capire cosa collega tutti i casi: la discendenza diretta di un vampiro Peter Plogojowitz, realmente esistito.
Ciò che apprezzo di più nei romanzi della Vargas sono i dialoghi, brevi, concisi e diretti i quali mi fanno sentire proprio dentro al libro, oltre a naturalmente i personaggi: Violette Retancourt, l’implacabile segugio è la mia preferita!


[...] Un luogo incerto (2009) [...]