Shantaram
È letteralmente un capolavoro.
È un mattone duro da iniziare, devo essere sincera, fa paura, sopratutto per chi non è abituato a leggere, 1176 pagine. Ma credetemi, quando vi addentrerete nella vita di Greg, nelle sue avventure, e soprattutto nella magica India, non vi renderete assolutamente conto delle pagine che passano…anzi, quando l’avrete finito vi resterà un vuoto, sentirete che vi manca qualcosa (e non è il peso del libro!!). Riassumerlo in poche righe non è facile ma ci provo.
Si tratta di un romanzo autobiografico basato sulla vita dell’autore, in gran parte veritiero, ma con qualche “licenza poetica”. Il protagonista evade dal carcere australiano di massima sicurezza Pentridge, dove era stato rinchiuso per rapina a mano armata nel periodo in cui era tossicodipendente, gli avevano dato 19 anni, ma lui evase nel 1978 dopo soli due anni. Fugge in India con passaporto e nome falsi (infatti si chiamerà Lindsey), lì approda in un mondo al quale non è preparato: povertà e amore. Si troverà spiazzato dalle mille sfaccettature della vita indiana e lo colpirà soprattutto l’amore e il senso di appartenenza che hanno gli indiani: pur non avendo niente sono “ricchi”.
Lin arriva a Mumbai e conosce subito Prabaker, una guida locale che gli trova alloggio nello slum (la brulicante baraccopoli della capitale) dove organizza una clinica gratuita per gli abitanti del malfamato “quartiere”. Da qui Lin entrerà nel giro del contrabbando di farmaci, finirà in carcere svariate volte, troverà l’amore, parteciperà ai film di Bollywood, collaborerà con un boss contrabbandando passaporti, e poi anche armi, parteciperà alla guerra in Afghanistan e Pakistan.
Oltre a Karla, la splendida donna dagli occhi verdi, altri due saranno i personaggi che non abbandoneranno mai Greg: uno è il boss Khader che non è esattamente quello che si definisce un boss mafioso, è più una sorta di filosofo, con il quale molto spesso Lin si intrattiene con discorsi e disquisizioni riguardanti Dio, l’universo, la storia ecc. L’altro personaggio è Prabaker, che confesso essere il mio preferito: con il sorriso smagliante che non lo abbandona mai, neanche nei momenti più difficili, sarà sempre al fianco di Greg, e lo stupirà sempre con la sua “filosofia di vita” che non è altro che la filosofia di vita indiana. E sarà proprio nel villaggio natio di questo suo fantastico amico, con la madre e tutti i suoi parenti che gli verrà dato il suo nuovo nome: Shantaram ossia, uomo della pace di Dio.
L’uomo che sono oggi nacque in quel preciso istante, mentre ero in piedi vicino ai bastoni della piena il viso rivolto al lavacro battesimale del monsone. Shantaram. L’uomo migliore che, lentamente e con troppo ritardo,cominciai a essere.
Ho scoperto da poco che questo romanzo fa parte di una tetralogia sulla vita dell’autore, e sinceramente non vedo l’ora che venga pubblicato in Italia: questo libro è il più bello che io abbia mai letto, mi ha portato in un mondo che non credevo esistesse, è un mondo strano ma che ti apre il cuore e la mente. Certo Greg ha cercato di esaltare la sua visione ottimistica dell’India, tralasciando un po’ quelli che sono i suoi aspetti negativi, ma mi ha fatto innamorare di questo paese grande e diverso dal mondo che vedo ogni giorno.
Notizie discordanti arrivano sulla data di uscita del film tratto dal libro… non vi preoccupate vi terremo informati!

Di
[...] Shantaram [...]
[...] sceneggiatura per adattare il libro, è stata scritta da Greg insieme a Eric Roth, ed è stata conclusa ancora nel [...]