Sangue di mezz’inverno
di Mons Kallentoft.
Pubblicato qualche mese fa dalla casa editrice Nord, “Sangue di mezz’inverno” (”Midvinterblod” in lingua originale) è l’ennesimo poliziesco che arriva dalla Svezia. Il “Svenska Dagbladet” autorevole giornale svedese, così ne ha decantato le lodi: “la struttura di questo giallo è straordinaria, ma ancor più straordinario è lo stile di Kallentoft, asciutto e lirico, diretto e riflessivo…”
A Linkoping (Svezia) è spuntata l’alba e quella che aspetta i cittadini è l’ennesima mattina fredda. Beh, fredda è dire poco, visto che ci sono meno trenta gradi. Anche la giovane detective Malin Fors, trentaquattrenne divorziata con una figlia tredicenne da seguire, è costretta a fare i conti con il gelo, visto che deve cominciare le indagini di un nuovo, terrificante caso. Nella campagna ghiacciata, infatti, un uomo è stato trovato impiccato ad una quercia, completamente nudo. Impossibile che si tratti di suicidio, è appeso troppo in alto: qualcuno deve averlo ucciso. Ma chi? E, soprattutto, perchè?
Si tratta di un giallo unico nel suo genere. La struttura del racconto, infatti, è davvero complessa. L’autore non solo narra gli avvenimenti e riporta i dialoghi tra i personaggi, ma rivela anche i pensieri dei protagonisti, compresi quelli dell’uomo ucciso. Sì, perfino quelli… una trovata bizzarra di primo impatto, ma più ci si addentra nella trama più la si trova un’idea brillante.
All’inizio sembra quasi di perdercisi in mezzo a tutti quei pensieri, spesso complicati e filosofici, ma dopo aver letto le prime pagine diventa semplice seguire la storia.
A me è piaciuto, anche se alla fine del libro avrei voluto avere più risposte di quante ne abbia date l’autore…
