Olive Kitteridge
di Elizabeth Strout.
Pubblicato negli Stati Uniti nel 2008, “Olive Kitteridge” ha riscosso grande successo tra il pubblico e la critica, tanto che si è aggiudicato il premio Pulitzer 2009. Nel nostro paese è uscito nelle librerie nel 2009 (Fazi Editore).
“Olive Kitteridge” non si può definire un romanzo classico, di quelli che si leggono di solito. Si tratta, infatti, di una serie di storie (per la precisione 13, come i capitoli che compongono il libro), tutte ambientate nel Maine, che raccontano le vite di gente comune che, come noi, è costretta a fare i conti con il passato, con il proprio carattere e con le persone che vivono loro accanto.
Olive Kitteridge è talvolta semplice comparsa dei racconti, talatra vera protagonista delle vicende che le accadono in famiglia (Olive è un’insegnante in pensione, è sposata con Henry il farmacista del paese ed ha un figlio di nome Cristopher). E’ lei il filo conduttore del libro, una donna rude ma allo stesso tempo commovente, che commenta la vita con sguardo genuino, schietto, a volte brutale.
L’ho trovato un libro bellissimo. Innanzitutto mi è piaciuto il modo di scrivere della Strout: estremamente realista, riesce a far rivivere al lettore gli stati d’animo dei personaggi attraverso la descrizione di piccoli dettagli (come il cestino da viaggio dei coniugi Bonney), scene fugaci (quella in cui Olive si sporca di gelato la meglietta, per esempio), dialoghi incalzanti (come quello tra lei e il figlio Cristopher quando lo va a trovare a New York).
Anche le storie mi sono piaciute, una per una, perché sono racconti di vita vera, non semplici storielle. Ciò che mi ha colpito di più è stata l’incapacità dei personaggi di relazionarsi tra loro, di capire gli altri e di farsi capire: un’esperienza che ciascuno di noi, insomma, fa tutti i giorni! E poi anche la paura che provano di fronte al dolore e alla morte, cosa comune anche a noi lettori. Eppure il bello di vivere è nascosto proprio all’interno della vita stessa, perfino nella sofferenza: se uno ne intuisce il senso, qualsiasi cosa succeda, si ritroverà comunque ad essere profondamente grato per il dono della vita.

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[...] “Olive Kitteridge” di Elizabeth Strout: premio Pulitzer 2009 e premio Bancarella 2010, il libro raccoglie una serie di 13 storie ambientate nel Maine, che raccontano vicende di vita vera. Trait d’union dei racconti Olive Kitteridge, una donna forte e orgogliosa, spesso rude… quasi antipatica, che commenta la sua vita e quella di chi le sta intorno in modo schietto e genuino. [...]
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