L’atlante del desiderio
di Anuradha Roy.
Di questo libro mi ha colpito la copertina, con l’immagine dei fiori di frangipane, che adoro.
Ambientato in India il romanzo è suddiviso in tre parti ognuna con un protagonista diverso, una generazione diversa che racconta il suo punto di vista. La prima parte è raccontata da Kananbala moglie di un importante imprenditore di una cittadina di provincia. Si è dovuta trasferire quando si è sposata con Amulya da Calcutta e il piccolo paese le è sempre stato stretto; hanno due figli di cui uno già sposato e il più giovane sempre a studiare.
La seconda parte è raccontata proprio da questo giovane, Nirmal, che ha avuto una figlia, Bakul, e cerca di crescerla come meglio può, ma è un padre troppo assente, e Bakul ha come unico amico Mukunda un ragazzo ripescato dall’orfanotrofio dove era stato messo appena nato. Mukunda abita con Nirmal e la sua famiglia, ma viene allontanato quando la famiglia si rende conto che non è decoroso che una ragazza in età da marito viva a fianco di un ragazzo del quale non si conosce nè casta nè famiglia.
La terza parte del racconto ci viene trasmessa proprio da Mukunda che si trova a Calcutta e ha fatto fortuna nel campo dell’edilizia.
Non vi racconto di più altrimenti vi rovinerei tutto, ma vi assicuro che la magia dell’India vi travolgerà sicuramente come ha travolto me: i profumi dei fiori, delle notti indiane, del caldo che fa maturare i frutti al momento giusto, i gelsomini e i manghi succosi, la polvere nella stagione secca e l’odore dell’erba bagnata nella stagione dei monsoni. Le tradizioni, il tè a tutte le ore, le spezie, il riso e il daal, in questa epopea troviamo proprio tutto, le situazioni incredibili come quelle delle vedove e la guerra di spartizione con il Pakistan.
L’India mi fa sempre sognare e gli autori indiani sono in grado di dare sensazioni di calore e affetto senza pari.
Leggetelo… e poi mi saprete dire!
