Il canto delle manére

28 giugno 2010 Nessun Commento

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Autore: Alice Cullen Categorie: Drammatico, In evidenza, Libri, Narrativa

canto-delle-maneredi Mauro Corona.

Uscito nel 2009, “Il canto delle manere” è il quattordicesimo libro del famoso scrittore, alpinista e scultore di Erto.

Santo Corona della Val Martin è orfano dei genitori e vive con i nonni. Fin da quando è bambino, il nonno Domenica Sebastiano lo porta con sè a tagliar la legna nel bosco: è un boscaiolo come si deve e il “canaj” comincia fin da piccolo ad amare quel lavoro duro e il suono delle manére che tagliano gli alberi. Sotto la guida di Augusto Peron – il boscaiolo che si recide una striscia di peli dal polpaccio con un colpo secco di manéraSanto cresce forte e coraggioso. Purtroppo, però, a causa del carattere e degli avvenimenti della vita, il ragazzo si caccia nei guai ed è costretto a lasciare il paese natio. Passeranno 33 anni prima che Santo decida di ritornare a casa e, “dopo tanti anni passati per il mondo, e storie, bataglie, disgrazie, amici, donne, boschi tagliati, cambio di case, patrie, paesi e città“, al suo ritorno sarà un uomo indurito dalla vita, orgoglioso, feroce e brutale. “Insomma, con tutto il suo coraggio, Santo aveva paura di fare la cosa più naturale: vivere secondo il cuore. Per questo non lasciava vedere i sentimenti. Se avesse lasciato andare quei pochi che ancora conservava nel cuore indurito, fursi avrebbe vissuto meglio. Ma Santo non voleva vivere meglio, voleva vivere storto e così fece fino alla fine dei suoi giorni.

E’ stato il mio primo libro di Mauro Corona e devo dire che sono rimasta fin da subito sbalordita dallo stile particolare con cui scrive, schietto e autentico, ricco di espressioni e modi di dire dialettali. Mi ci sono abituata in fretta e, già dopo i primi capitoli, ha cominciato proprio a piacermi.

Attraverso il racconto della sua vita e di ciò che lo circonda, Corona è riuscito a rendere vivo nella mia fantasia il personaggio di Santo della Val, un uomo complicato pur nella sua semplicità. Duro, orgoglioso, vendicativo, è uno che non vuol farsi mettere i piedi in testa da nessuno. Allo stesso tempo, però, è un uomo che i sentimenti li sente, che sà quali sarebbero le scelte da fare per essere felice, che vorrebbe seguire i battiti del suo cuore. Ma per amor proprio e paura di soffrire, si nega anche quei momenti di felicità che la vita vorrebbe regalargli.

Questo era Santo, un uomo intrappolato tra l’istinto e il ragionamento, il bene e il male, la spinta del cuore e dell’orgoglio.

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