Acqua in bocca
di Andrea Camilleri e Carlo Lucarelli.
“Acqua in bocca” è ai primi posti della classifica dei libri più venduti in Italia da diverse settimane ormai. Quando ieri l’ho visto in libreria, non ho saputo resistere e l’ho acquistato: volevo scorpire se l’ultimo giallo di Camilleri e Lucarelli meritasse davvero tutto il successo che ha riscosso!
Salvo Montalbano e Grazia Negro indagano insieme sull’omicidio di Magnifico Arturo, ritrovato morto nella sua abitazione con la testa dentro un sacchetto di cellophane trasparente e i cadaveri di tre pesciolini rossi sparsi lì accanto. Che cos’è successo? E che cosa significano quei pesci?
L’ho letto tutto d’un fiato in poco meno di un’oretta, mentre prendevo il sole in giardino. Il romanzo non è scritto in maniera classica: le vicende, infatti, vengono narrate attraverso verbali di polizia, ritagli di giornale, documenti, foto, messaggi e lettere che i due investigatori si scambiano in segreto. Per rendere il tutto più realistico, nelle lettere sono stati lasciati perfino errori grammaticali e di battitura, cancellazioni e correzioni… una maniera decisamente insolita e originale per raccontare di un delitto
Per quel che mi riguarda, è stato un giallo poco impegnativo, piacevole e divertente da leggere.
