Acciaio
di Silvia Avallone.
Pubblicato nel gennaio 2010, “Acciaio” è il primo romanzo della giovanissima scrittrice e poetessa biellese Silvia Avallone.
Anna e Francesca sono due amiche inseparabili di tredici anni, che vivono nei casermoni di via Stalingrado a Piombino. La loro vita non è poi così male, scandita dalle mattine a scuola e i pomeriggi al mare, i divertimenti con i ragazzi più grandi e le solite difficoltà famigliari in casa. Ben presto, però, le due ragazze saranno costrette a fare i conti con i mesi che passano, che, a quell’età, sono forieri di confusione e insicurezza. Arrivano i fatidici quattordici anni: i loro corpi cambiano e nuove emozioni scombussolano le loro anime. Ma crescere a Piombino, dove il massimo a cui puoi aspirare è scoprire il tuo nome scritto su una panchina, è ancora più complicato del solito. Se poi ti ritrovi ad avere anche una situazione famigliare complessa e difficoltosa, trovare un equilibrio interiore diventa ancora più arduo. Anna e Francesca dovranno affrontare fallimenti e delusioni, incidenti e disgrazie. Ma forse la loro amicizia riuscirà a sopravvivere. Forse…
Il libro è scorrevole e si legge con facilità. Il linguaggio con cui fatti, luoghi e personaggi vengono descritti è concreto, schietto, autentico. I dialoghi sono così reali, che a volte ti stordiscono, ti sconvolgono perfino. E’ difficile definire “bello” un libro la cui trama è triste e dolorosa, un libro che ti fa balzare il cuore in gola, che ti lascia spesso e volentieri con una sensazione di angoscia e irrequietezza. La storia, tutta al femminile, racconta i tanti tormentosi dubbi e le prime forti emozioni che si vivono nell’adolescenza e denuncia una società ingiusta, in cui i più deboli vengono spesso lasciati soli o addirittura sfruttati. Quello che ci ha voluto descrivere la Avallone è uno tra i più problematici e tormentati spaccati d’Italia… ed è perfettamente riuscita nel suo intento!
