Recensioni dei lettori: “Il viaggiatore delle stelle”
di Bernard Werber.
L’autore impiega la sua brillante fantasia per far prendere forma nella mente del lettore ad un’ipotetica conseguenza di un problema reale. L’uomo ha saputo evolversi in un modo spettacolare, ma tanta capacità intellettiva non gli ha impedito di diventare l’essere vivente meno rispettoso della natura e del generoso pianeta Terra. Così, anche se a pensarci bene può sembrare un po’ da vigliacchi, l’ultima speranza di salvezza è la fuga.
Yves Kramer è uno scienziato, un uomo segnato da un incidente stradale che lo ha reso colpevole dell’infermità della velista Elisabeth Malory. Pur piena di sensi di colpa, la sua vita continua tra sogni che a molti appaiono assurdi, primo tra tutti il progetto Ultima Speranza.
Grazie al finanziamento del milionario Gabriel Mac Namarra, lo scienziato porta a termine la costruzione della Farfalla delle Stelle, che per mille anni vagherà per lo spazio infinito alla ricerca di una nuova Terra, con a bordo le migliaia di persone che permetteranno l’alternarsi delle generazioni. Destino vuole che la fine della storia coincida con un nuovo inizio, esordito dai due nuovi Adamo ed Eva.
È affascinante come l’autore riesca a racchiudere in quei mille anni di viaggio la più terribile verità sulla specie umana: nonostante i buoni propositi e le idee iniziali, di cui quella di non istituire organi di governo, l’uomo finisce ancora una volta col non avere rispetto per l’ambiente che lo accoglie (in questo caso la Farfalla delle Stelle), lasciando prevalere in lui il desiderio di prevaricare il prossimo, come fosse l’unico grande scopo di tutta una vita. Anche durante il viaggio, alcuni membri della nuova società arrivano a compiere atti spregevoli pur di occupare un ruolo che consenta loro di guardare gli altri dall’alto. Ogni essere vivente ha i suoi difetti, ma viene da chiedersi: tanta intelligenza e consapevolezza delle proprie azioni, non potrebbe permettere alla specie umana di migliorarsi, se solo l’impegno fosse unanime e autentico?
Recensione inviata da ROBERTA ROSSELLI

