Gomorra, il film
Il film è tratto dall’omonimo libro “Gomorra” di Roberto Saviano, diretto da Matteo Garrone, è principalmente in dialetto napoletano, non molto facile da comprendere! Per fortuna i sottotitoli aiutano nella comprensione, anche se spesso si perdono i modi di dire tipicamente partenopei. Il film è suddiviso in 4 storie tutte intrecciate tra loro e ambientate alle vele di Scampia, il fatiscente complesso abitativo abusivo mai completato, ma ugualmente abitato, praticamente è un intero quartiere.
Ecco la trama in poche parole: Pasquale è un sarto d’alta moda, bravissimo e molto richiesto, solo che lavora in nero ed è sfruttato dal suo datore di lavoro che è a sua volta in combutta con la camorra. Per riuscire a guadagnare qualcosa in più il povero sarto decide di lavorare per un imprenditore cinese: è contento, lo trattano come una persona importante e riesce a sfamare la famiglia.
Don Ciro è il contabile che porta la mesata (stipendio mensile dato dai clan, alle famiglie che hanno un affiliato morto o in carcere) alle famiglie di Scampia; tra i clan è in corso una faida, pertanto ci sono molti dissidi e la lista di Ciro cambia di volta in volta: lui sarà solo una pedina in questa guerra senza esclusione di colpi. Totò invece è ancora giovane, ha solo 13 anni, ma desidera fortemente di entrare nel “giro”; nella sua giovane vita dovrà fare delle scelte cruciali, scelte che un ragazzino di quell’età non dovrebbe nemmeno immaginare.
Franco è un imprenditore: il suo lavoro è cercare cave adatte allo smaltimento di rifiuti tossici del nord Italia e farli pagare davvero una miseria. Roberto è il suo nuovo aiutante, che partecipa a queste discariche abusive.
Marco e Ciro sono due ragazzi giovani, che iniziano la loro attività di “gangster solitari” per conto proprio. Naturalmente abitando nella zona controllata dal clan dei casalesi, fa “prudere” qualche grilletto.
Purtroppo tutto ciò è reale, come reali sono stati alcuni dei protagonisti che hanno interpretato i personaggi del film, reali sono le vele di Scampia, reale è la loro vita tra quelle mura.
Il film è stato candidato a diversi premi ed ha trionfato agli European Film Awards 2008 con i premi come miglior film e miglior regia, nel 2009 ha ricevuto 7 David di Donatello, inoltre il “sindacato nazionale giornalisti cinematografici italiani” ha assegnato al film un premio speciale, il Nastro d’Argento dell’anno 2009.
Diversi gruppi e cantanti hanno scritto brani esplicitamente per la colonna sonora di Gomorra o comunque per sostenere Roberto Saviano e la libertà d’informazione.
Il film è naturalmente grandioso, ma per chi non ha dimestichezza con le parole, i modi di dire e soprattutto con le tresche della camorra, non è di facile comprensione. Qualcuno non avendo letto il libro hanno rinunciato al film dopo i primi minuti sia perché non ne capivano tutte le sottigliezze, sia perché incomprensibile con tutto quel napoletano: in realtà se fosse stato in italiano non sarebbe stato così “reale”. In definitiva il libro è complementare al film.
