Mauro Corona
Mauro Corona è nato su un carretto nel 1950. Si, proprio su un carretto in quanto i suoi genitori erano venditori ambulanti. Verso i 6 anni tornò finalmente con la famiglia al paese d’origine, Erto, un piccolo sobborgo nella valle del Vajont. Li è cresciuto con il fratello Felice, amando la montagna e la sua natura. Da buon montanaro Corona diventa alpinista, scalatore e cacciatore con il padre, nelle montagne circostanti: non scalerà solo quelle nei dintorni (Duranno e Palazza) ma anche quelle in Groenlandia e nello Yosemite Park.
La madre abbandona marito e figli, dopo la nascita del terzo figlio, Richeto, e tornerà solo molti anni più tardi; durante questa lunga assenza Mauro cercò di sentirla vicina grazie ai libri che aveva lasciato in casa e si appassionò alla letteratura. Purtroppo però fu mandato all’istituto gratuito per geometri e non, come desiderava lui, a una scuola umanistica.
Naturalmente è stato testimone dell’ormai famosa strage del Vajont, il suo paese è stato letteralmente spazzato via dall’ondata causata dalla rottura della diga (parteciperà anche al film-documentario della tragedia); così per tre anni è stato a Pordenone in collegio a studiare, dove sacerdoti e insegnanti l’hanno aiutato a rafforzare la sua predilezione per gli studi letterari.
Dopo la scuola è andato a lavorare alla cava di marmo del monte Buscada, si è arruolato negli alpini per completare il servizio leva; ma sin da piccolo ha imparato a intagliare il legno e nei ritagli di tempo continua a produrre figurine di animali e Madonne, che tiene nascoste per timidezza. Un giorno un imprenditore di Sacile vede le sue opere e le compra in blocco, quindi acquista fiducia e decide di andare dal maestro Augusto Murer per imparare seriamente il mestiere, e così inizierà a fare esposizioni e mostre. Qui a fianco potete vedere un autoritratto dello scultore.
Ma un altro piccolo hobby inizia a farsi strada nella sua vita, tanto che diventa anche un lavoro: la scrittura. Un amico gli pubblica qualche articolo sul Corriere della sera, così Mauro ci prende gusto e inizia a scrivere dei piccoli libretti sulla montagna, che diventeranno via via sempre più letti cosi come i suoi romanzi, i quali non mancano mai di paragoni tra ambiente e società, ogni albero ha il suo carattere, e ogni segno che lascia la natura è come una poesia. Ma per capire meglio quello che vorrei dire, vi consiglio di leggere uno scritto del nostro anticonformista autore.
Quindi ricapitoliamo: Mauro Corona è alpinista e scalatore, gran lavoratore, scultore ed intagliatore, scrittore: un artista davvero completo! Nonostante questo riesce a crearsi una famiglia, con cui condividere l’amore per la sua terra.
Sito ufficiale: http://www.dispersoneiboschi.it/
Libri pubblicati:
- Alberi
- Sotto le Foglie
- Gocce di resina (2001)
- Finchè il cuculo canta (1999)
- Le voci del bosco (1998)
- Il volo della martora (1997)
- Mauro Corona. La montagna come la vita (fumetto) (2005)
- La montagna (2003)
- Nel legno e nella pietra (2005)
- Aspro e dolce (2006)
- Storie del bosco antico (2007)
- L’ombra del Bastone (2007)
- Vajont: quelli del dopo (2006)
- I fantasmi di pietra (2008)
- Cani, camosci, cuculi (e un corvo) (2008)
- Storia di neve (2008)
- Il canto delle manere (2009)
- Torneranno le quattro stagioni (2010)
